Villa Manin

 

 

 

VILLA MANIN

 

Passariano

 

è una villa veneta situata a Passariano di Codroipo (UD)

 

La famiglia Manin, presente a Firenze sin dal Mille,

giunse in Friuli (Aquileia e Cividale del Friuli)

a seguito delle lotte tra Guelfi e Ghibellini

sostenendo il ruolo e la politica in terraferma di Venezia.

All'epoca il nobile friulano Antonio Manin

entrò in possesso della gastaldia di Sedegliano e

si insediò a Passariano dove in seguito alla perdita del dominio

dei mari si concentrò sulle risorse offerte dalla terraferma,

impiantando una azienda agricola e

ponendovi al centro una casa padronale.

La prima fabbrica della villa è ascrivibile

tra il 1650 e il 1660.

Negli anni successivi i nipoti

Ludovico Manin I e Francesco IV ripresero

il progetto di ampliamento della dimora,

per celebrare la ricchezza e la potenza della casata,

utilizzata dai Manin come casa di campagna.

In particolar modo il nipote Ludovico Manin

la trasformò successivamente in un complesso organico che,

oltre alla funzione agricola,

rispecchiava altresì una volontà di rappresentanza.

L'originario aspetto seicentesco della villa

differiva radicalmente da quello attuale,

dovuto alle trasformazione ed agli ampliamenti settecenteschi

voluti da Ludovico II e Ludovido III (detto Alvise).


 

Venne infatti realizzata la piazza quadrata e forse

dopo il 1718 la monumentale esedra mentre

tra gli anni 1730 e 1740 furono innalzate le barchesse.

La sopraelevazione del nucleo gentilizio centrale,

fu invece realizzata dopo il 1745.

Al complesso della villa

appartiene anche la cappella di Sant'Andrea,

costruita nel primo Settecento.

Situata fuori dalla piazza quadrata addossata alla

barchessa e alla porta orientale, l'edificio è a pianta

quadrata con angoli smussati (quasi un ottagono).

La facciata, delimitata da due coppie di colonne

laterali, è ornata con statue e gruppi marmorei.

La vita del maestoso complesso di Passariano

 

si è sempre legata alle vicende storico-politiche

 

che hanno riguardato questo territorio;

 

fu così che alla fine del XVIII secolo, all’epoca

 

dell’ultimo doge di Venezia Ludovico Manin (1789-1798),

 

la Villa divenne quartier generale delle truppe francesi

 

capitanate da Napoleone Buonaparte, che qui soggiornarono

 

nel 1797 durante la campagna d’Italia.

 

Napoleone scelse infatti questa residenza da sovrano,

 

vi abitò per circa due mesi con Giuseppina Beauharnais.

 

Qui furono condotti molti colloqui

 

per la stipula del trattato fra Francia ed Austria noto

 

con il nome di Trattato di Campoformido (17 ottobre 1797)

 

con il quale venne sancita la fine della Repubblica di Venezia

 

a favore dell’Impero Asburgico.

 

Questo cambiamento segnò l’inevitabile decadimento

 

sino alla fine della potenza della dinastia dei Manin e

 

portò nell’Ottocento al degrado della Villa,

 

causato dall’affievolimento della fortuna familiare dei Manin.

 

Dopo la metà del Novecento la Villa

 

fu acquistata dall’Ente per le Ville venete ed in seguito,

 

nel 1969 dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia,

 

attuale proprietario.

Villa Manin è immersa entro le mura

in un parco secolare di diciotto ettari

che costituisce parte integrante

del complesso monumentale.

 

Una passeggiata permette di ammirare

scorci estremamente interessanti:

il viale delle Mimose, il viale delle Magnolie...

soffermandosi alla vista di numerose sculture

disseminate lungo tutto il percorso del parco. 

Sono presenti inoltre, colline con statue

simboleggianti le allegorie delle virtù.

 

Carlo Goldoni definì la Villa e il suo maestoso Parco un “soggiorno degno di un re", 

lo stupore che provoca è rimasto intatto fino a oggi.