i vini di EMILIO BULFON

 

 

 

… dalle colline di Castelnovo del Friuli e Pinzano al Tagliamento

                       

 
 
VINI DA VITIGNI AUTOCTONI FRIULANI

L'azienda vitivinicola Emilio Bulfon si trova nell'area pedemontana della provincia di Pordenone, nel territorio che comprende i comuni
di Castelnovo del Friuli e Pinzano al Tagliamento. Si estende su una superficie in parte collinare, costituita da dieci ettari coltivati a vigneto
esclusivamente di varietà autoctone friulane recuperate. Antichi vitigni che, fino a una trentina d'anni fa', sembravano scomparsi,
fagocitati dai rovi e dall'incuria degli uomini, in un territorio storicamente vocato alla viticoltura, ma che la passione di Emilio Bulfon
ha fatto rinascere a nuova vita e che con cura e tanto rispetto come si trattasse di reperti archeologici, ha individuato, selezionato e rimpiantato,
con la collaborazione dello studioso Antonio Calò, direttore dell'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano e di Ruggero Forti, esperto ampelografo.
Nel 1987, l'Amministrazione provinciale di Pordenone, riconoscendo il lavoro di recupero e valorizzazione compiuto da Emilio Bulfon, gli ha conferito
la medaglia d'oro e  dopo aver avviato in una delle sue aziende agricole l'impianto sperimentale di ventiquattro vitigni autoctoni friulani, ha promosso,
con il contributo del Comitato iniziative agricole della Fiera di Pordenone e dell'Istituto di Enologia di Conegliano, la pubblicazione
di carattere storico e scientifico “Dalle colline spilimberghesi nuove viti e nuovi vini”, a cura di E. Bulfon – R. Forti – G. Zuliani (pp.83),
in cui sono state presentate per la prima volta le schede ampelografiche dei singoli vitigni. Nel 1991 l'allora Ministero dell'Agricoltura
e delle Foreste ha incluso (con decreto del 6 maggio) nel Catalogo nazionale delle viti le varietà Forgiarìn, Piculìt-Neri, Sciaglìn, Ucelùt. L'azienda Bulfon,
a carattere familiare, cerca di coniugare lo spirito imprenditoriale e le moderne tecnologie vitivinicole con la conservazione delle antiche tradizioni locali e
della cultura rurale friulana. I vini ottenuti, di alta qualità e che si presentano all'amatore con una bottiglia rivestita da un'etichetta, ideata dallo stesso Bulfon e
che trae spunto da un affresco medievale raffigurante l'Ultima Cena, dipinto nella trecentesca Chiesa di S. Maria dei Battuti di Valeriano, ora girano il mondo,
vengono commercializzati in Italia e all'estero e rappresentano una produzione di nicchia ricercata,
in tempi di sempre più accelerata e generale omologazione dei prodotti enogastronomici.
 

             VINI BIANCHI

                     Sciaglìn,  Blanc di San Zuàn,

                            Sciaglìn frizzante.                                      
 

SCIAGLÌN

è un vitigno friulano autoctono

noto nelle colline dello Spilimberghese già dal XV secolo.

Il nome trae origine da“schiavolino”, cioè vino della Slavia,

terra posta al limite delle Alpi Giulie.

Ora si coltiva solo nella zona di Pinzano al Tagliamento e Castelnovo del Friuli.

Vino di grande personalità, richiede piatti altrettanto importanti

inimitabile con crostacei e risotti alle erbe come “sclopit”.

Ottimo da gustare fuori pasto.

Servire a 10-12 gradi.

BLANC DI SAN ZUAN 

si tratta di un vecchio vitigno proveniente dalle vallate

del Cividalese, diffusosi  poi nelle colline del distretto di Maniago,

a Meduno, Navarons e nella zona di Vito d'Asio.

Ora si trova ancora mescolato nei filari fra altre varietà.

Dà un vino delicato e profumato, già apprezzato nel '600 e '700. 

Vino da antipasti o ideale con prosciutto, pesce di lago,

carni bianche, risotti, frittate d'erbe.

Servire a 10-12 gradi.

SCIAGLÌN frizzante

proposto in una bottiglia capace di evocare tradizioni antiche.

Di colore giallo carico,

ha profumo di frutta matura e di fiori di campo.

In bocca rivela grande struttura e la morbidezza

è ben bilanciata da freschezza e sapidità.

Vino da antipasti e particolarmente adatto ad essere abbinato

a piatti a base di pesce.

Servire a 10-12 gradi.

 

 
VINI ROSSI

Cjanoròs, Forgiarìn,
Piculìt-Neri, Ròs di San Zuàn,
Pecòl Ròs.

CIANORòS 

il vitigno non fu mai intensamente coltivato in Friuli,

si diffuse soprattutto nel circondario di Gemona del Friuli e

Pinzano al Tagliamento.

Dà un vino di acidità non eccessiva, di profumo gradevole e

caratteristico, sufficientemente resistente all'invecchiamento.

Vino rosso di grande carattere, elegante e piacevole,

da carni bianche e rosse, maiale, agnello,

arrosti con salse bianche o brune.

Ottimo da gustare anche fuori pasto.

Servire a 16-18 gradi.

FORGIARÌN 

prende il nome da Forgaria, paese del Friuli occidentale.

Un tempo il vitigno era molto diffuso nei colli di S. Daniele,

dello Spilimberghese e del Maniaghese.

Oggi si coltiva solo nei Comuni di Pinzano al Tagliamento e

Castelnovo del Friuli.

Ricco di aromi fruttati, è un vino di grande piacevolezza,

sobrio e versatile a tavola: pasta e fagioli con cotiche, con carni bianche,

pollame nobile, in particolare anitre e faraone.

Servire a 16-18 gradi.

PICULÌT-NERI 

da non confondersi con il Picolit Rosso del Friuli

o con il Refosco Gentile.

Il nome significa “piccolino” in quanto con ogni probabilità

trae il nome dalla forma minuta degli acini.

Si coltiva solo nella zona di Castelnovo del Friuli e

di Pinzano al Tagliamento ad occidente

della Provincia di Pordenone.

Vino rosso ottimo da bersi anche fuori pasto,

a tavola lo consigliamo con le carni rosse,

la selvaggina ed i formaggi stagionati.

Servire a 16-18 gradi.

RòS DI SAN ZUà

la Cordenossa trae origine dal circondario di San Vito

al Tagliamento e Zoppola.

Viene citata nel 1923 nell'Ampelografia del Friuli

di Marzotto come un vitigno a bacca rossa di origine

antica, tenuto in gran pregio per la sua grande e

costante produzione; si coltiva a

Pinzano al Tagliamento dal 2001.

La varietà dal grappolo minuto e spargolo presenta

una vegetazione rigogliosa. Il vino ottenuto dal

colore rosso rubino carico, profuma di frutti

di bosco.

In bocca è rotondo, complesso e persistente.

Si abbina con carni bianche e formaggi

di media stagionatura.

Servire a 16-18 gradi.

PECÒL RÒS 

uvaggio ottenuto dalla vinificazione di uve rosse

provenienti dai vitigni autoctoni Piculìt-Neri, Forgiarìn,

Cjanòrie e Refosco dal Peduncolo Rosso, coltivati

nel Comune di Pinzano al Tagliamento in località La Santissima.

I vigneti si estendono su un colle (pecòl) terrazzato e ben esposto a sud,

che risulta vitato nel Catasto Napoleonico agli inizi dell'Ottocento.

Vino dal colore rosso rubino, ha un profumo intenso,

in bocca è caldo e corposo.

A tavola si adatta facilmente con carni rosse e formaggi stagionati.

Servire a 16-18 gradi.
 

  Piculìt Neri, barrique  
Piculìt Neri, magnum litri 1,5/3   Piculìt Neri, Grappa di Piculìt Neri
VINI da DESSERT

Ucelùt, Moscato Rosa.
 

UCELÙT

è un vitigno friulano autoctono che da secoli alligna

nei colli del Friuli occidentale e principalmente nelle zone collinari

di Valeriano, Pinzano al Tagliamento e Castelnovo del Friuli.

Appartiene alle cosidette “uve uccelline”, ossia  vitigni

che fruttificano ai bordi dei boschi ed i cui acini

venivano appetiti dagli uccelli.

Vino da dessert, soprattutto con dolci secchi poco aromatici.

Ottimo freddo come aperitivo, con una punta

di formaggio stagionato.

Ideale fuori pasto come “vino da meditazione”.

Servire  a 10-12 gradi.

MOSCATO ROSA 

si tratta di un vitigno originario dell'Istria, diffusosi anche in Italia,

in particolare in Alto Adige dove è stat valorizzato e diffuso.

Il vino si presenta con un caratteristico color rosa carico.

Il profumo, estremamente intenso e persistente,

evoca inizialmente la rosa selvatica e la pesca e

poi schiude mille altre fragranze. Al gusto è abboccato,

caldo, morbido e vellutato e si presta ad essere servito

come "vino da meditazione" o con dolci

a base di pasta di mandorla o di fragola.