Cesti

 

 

Eredi di Jàcum dai zeis

l'ambulante che vendeva cesti in tutto il Friuli

Popolarissimo personaggio vissuto tra il 1855 e il 1921

ha girato il Medio ed il Basso Friuli con l'asinello ed il carretto delle sue mercanzie

(ceste di vimini ed utensili di legno)

raccontando storie e divertendo la gente.

 

 

 

Baffi, barba incolta,

un cappellaccio di traverso,

autodidatta ... ai massimi livelli.

E' entrato nell'immaginario popolare

come un arguto cantastorie di paese

conquistandosi un posticino

nel cuore della gente.

 

 

 

Monumento di Codroipo dedicato a Jàcum dai zeis

collocato non a caso alle "Quattro fontane"

nel punto in cui l'ambulante sostava per riposarsi ed il somaro per abbeverarsi.

L'opera dell'artista vicentino Angelo Zanette

(una copia è stata donata al Fogolar di Toronto)

è completata da un messaggio per il passante:

"Fradi furlàn, fèrmiti, bèf, mangje il to pan..." e conclude "... jemple il to zei".

 

 

Persona intelligente,

bravissimo nel suo mestiere,

amico di tutti, cercato da tutti.

Senza aver fatto un solo giorno di scuola

s'ingegnava a leggere ed a scrivere

(ma non solo in stampatello,

pare avesse imparato... osservando

le lapidi in cimitero!).

 

Storielle

 

La cjamese dal plevan.

Jacum era senza camicia, ne prese una dal parroco

stesa ad asciugare e la indossò.

Incontrò il prete che gli disse: "Come va?"Un po' stretta di collo" rispose.

"Ne hai sempre una delle tue!", commentò sorridendo il sacerdote.

"Eh, no!" replicò Jàcum "Stavolta ho una delle sue!".

 

A pagare le tasse.

Un giorno stupì i compaesani roteando il bastone, che portava sempre con sè, davanti agli uffici comunali.

"Io le tasse le pago con questo!", proclamò apparentemente minaccioso.

Poi però rivelò che il bastone era cavo e conteneva i suoi soldi,

era una specie di portamonete.

 

Storia legata al suo asinello.

Dovendo risarcire il proprietario di un carretto di fieno

"assaggiato dal quadrupede" lasciato davanti ad un'osteria,

si presentò in tribunale a Udine con l'animale.

Voleva "fosse processato".

"Paghi lui che ha mangiato l'erba - protestò - io il tajut che ho bevuto l'ho pagato!".